{"id":1240,"date":"2021-03-22T15:09:22","date_gmt":"2021-03-22T14:09:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/?p=1240"},"modified":"2021-03-22T15:32:36","modified_gmt":"2021-03-22T14:32:36","slug":"contro-varianti-meglio-2-metri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/2021\/03\/22\/contro-varianti-meglio-2-metri\/","title":{"rendered":"CONTRO VARIANTI MEGLIO 2 METRI"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>     Le indicazioni contenute nel <a href=\"https:\/\/www.iss.it\/documents\/20126\/0\/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+4_2021d.pdf\/5ece92de-7793-5f04-4edb-26762a55b47b?t=1615996998754\">Rapporto Iss Covid-19 n. 4\/2021<\/a>, elaborate dal gruppo di Lavoro Iss Prevenzione e Controllo delle Infezioni, consigliano, in alcune circostanze, un maggiore distanziamento dopo la circolazione di alcune varianti del virus SARS-CoV-2. In particolare, le varianti &#8220;<em>che destano particolare preoccupazione<\/em>&#8221; sono la VOC 202012\/01 identificata per la prima volta nel Regno Unito (la cosiddetta variante inglese), la 501Y.V2 (denominata anche B.1.351) identificata in Sudafrica e la P1 con origine in Brasile.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Alla domanda: &#8220;<em>la circolazione delle varianti richiede una modifica delle misure di prevenzione e protezione non farmacologiche (distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani) in ambito comunitario e assistenziale<\/em>?&#8221;    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     La risposta del Rapporto \u00e8: &#8220;<em>No, non \u00e8 indicato modificare le misure di prevenzione e protezione basate sul distanziamento fisico, sull\u2019uso delle mascherine e sull\u2019igiene delle mani; al contrario, si ritiene necessaria una applicazione estremamente attenta e rigorosa di queste misure<\/em>&#8220;.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Poi, per\u00f2, si precisa: &#8220;<em>Relativamente al distanziamento fisico, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessit\u00e0 di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali; tuttavia, si ritiene che un metro rimanga la distanza minima da adottare e che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali <\/em>    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     <em>venga rimossa la protezione respiratoria (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo)<\/em>&#8220;.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Insomma, nonostante sia solo un consiglio, per ora non recepito in alcun Dpcm, quindi non vincolante per nessuno, al ristorante, mentre mangiate, sarebbe opportuno mantenere 2 metri di separazione dagli altri clienti, in assenza di barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Articolo realizzato nell\u2019ambito del Progetto InRete oltre il Covid    <\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le indicazioni contenute nel Rapporto Iss Covid-19 n. 4\/2021, elaborate dal gruppo di Lavoro Iss Prevenzione e Controllo delle Infezioni, consigliano, in alcune circostanze, un maggiore distanziamento dopo la circolazione di alcune varianti del virus SARS-CoV-2. 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