{"id":1307,"date":"2021-05-24T10:26:31","date_gmt":"2021-05-24T08:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/?p=1307"},"modified":"2021-05-24T10:30:54","modified_gmt":"2021-05-24T08:30:54","slug":"bankitalia-60-famiglie-fatica-ad-arrivare-a-fine-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/2021\/05\/24\/bankitalia-60-famiglie-fatica-ad-arrivare-a-fine-mese\/","title":{"rendered":"BANKITALIA: 60% FAMIGLIE FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>     Oltre il 60 per cento dei nuclei familiari dichiara di avere difficolt\u00e0 economiche ad arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al periodo precedente la pandemia. E&#8217; quanto emerge dalla IV Indagine straordinaria sulle famiglie italiane della Banca d&#8217;Italia, condotta intervistando oltre 2.800 nuclei familiari.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     La percentuale arriva al 65 per cento per i nuclei il cui capofamiglia \u00e8 un lavoratore autonomo. Poco meno del 40 per cento delle famiglie riporta che negli ultimi dodici mesi si \u00e8 verificato che il reddito familiare non fosse sufficiente a coprire le spese; quasi la met\u00e0 di queste riferisce che in assenza di reddito o trasferimenti non disporrebbe di risorse finanziarie proprie per far fronte ai consumi essenziali nemmeno per un mese.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Poco meno di un terzo dei nuclei riporta di aver percepito nell\u2019ultimo mese un reddito pi\u00f9 basso rispetto a prima dello scoppio della pandemia; il calo \u00e8 pi\u00f9 diffuso tra quelli con capofamiglia lavoratore autonomo o disoccupato e nelle zone che al momento dell\u2019intervista erano maggiormente colpite dall\u2019emergenza sanitaria (zone arancioni e rosse).    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Il peggioramento delle condizioni reddituali ha continuato a essere mitigato dalle misure di sostegno al reddito: tra dicembre del 2020 e febbraio del 2021 ne avrebbe beneficiato un quarto delle famiglie.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     I comportamenti di consumo delle famiglie continuano a risentire dell\u2019emergenza sanitaria. Oltre l\u201980 per cento dichiara di aver ridotto le spese per servizi di alberghi, bar e ristoranti e di aver effettuato meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento rispetto al periodo precedente la pandemia; una quota pari a due terzi riporta una spesa pi\u00f9 bassa per i servizi di cura della persona. Per le famiglie che arrivano con difficolt\u00e0 alla fine del mese la contrazione dipende in prevalenza dalle minori disponibilit\u00e0 economiche; per i nuclei pi\u00f9 abbienti pesano soprattutto le misure di contenimento e la paura del contagio.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Nei prossimi tre mesi poco pi\u00f9 di un quarto delle famiglie pensa di ridurre i consumi non durevoli.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Circa il 40 per cento degli intervistati riferisce di aver speso meno del reddito annuo nel 2020, riuscendo ad accumulare un po\u2019 di risparmio. L\u2019aumento del risparmio prevale per\u00f2 solo tra i nuclei che arrivano facilmente o abbastanza facilmente alla fine del mese.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Articolo realizzato nell\u2019ambito del Progetto InRete oltre il Covid con fondi Ministero sviluppo economico. Riparto 2020         <\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il 60 per cento dei nuclei familiari dichiara di avere difficolt\u00e0 economiche ad arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al periodo precedente la pandemia. E&#8217; quanto emerge dalla IV Indagine straordinaria sulle famiglie italiane della Banca d&#8217;Italia, condotta intervistando oltre 2.800 nuclei familiari. 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