{"id":1352,"date":"2021-09-14T14:14:02","date_gmt":"2021-09-14T12:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/?p=1352"},"modified":"2021-09-14T14:45:09","modified_gmt":"2021-09-14T12:45:09","slug":"bankitalia-30-famiglie-ha-percepito-meno-reddito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.consumatorilombardia.it\/ns\/2021\/09\/14\/bankitalia-30-famiglie-ha-percepito-meno-reddito\/","title":{"rendered":"BANKITALIA: 30% FAMIGLIE HA PERCEPITO MENO REDDITO"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>     La Banca d\u2019Italia ha condotto la quinta edizione dell\u2019Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane per raccogliere informazioni sulle loro condizioni economiche e aspettative. Le interviste hanno coinvolto quasi 2.500 nuclei familiari e sono state fatte alla fine di aprile, prima dell\u2019allentamento delle misure di lockdown.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Come nella precedente edizione dell\u2019indagine, il 30 per cento (29,9%) delle famiglie dichiara di aver percepito nell\u2019ultimo mese un reddito pi\u00f9 basso rispetto a prima dello scoppio della pandemia. In particolare, per il 15,8% si \u00e8 ridotto di meno del 25 per cento, per il 7,8% tra il 25 e il 50, per il 6,3% si \u00e8 abbassato di pi\u00f9 del 50%.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Al Nord, per il 16,3% \u00e8 diminuito meno del 25 per cento, per l&#8217;8,3% tra il 25 e il 50, per il 6,6% di pi\u00f9 del 50%, per un totale pari al 31,2%. Al Nord, quindi, un peggioramento reddituale maggiore rispetto alla media italiana.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Per quanto riguarda lo stato occupazionale, per i lavoratori autonomi la percentuale sale al 45,1%, sommando quelli per i quali il reddito si \u00e8 ridotto di meno del 25 per cento (20,9%), tra il 25 e il 50 (14,9%) e pi\u00f9 del 50% (9,3%). Ancora peggio va per i disoccupati: ben il 56,9% ha visto calare le proprie entrate mensili.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Il peggioramento delle condizioni reddituali \u00e8 mitigato dalle misure di sostegno al reddito: tra marzo e aprile del 2021 ne avrebbe beneficiato poco pi\u00f9 di un quinto dei nuclei.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Il 59,9% delle famiglie ritiene che il valore delle proprie attivit\u00e0 finanziarie nel 2020 sia rimasto stabile, il 33,1% sostiene che sia diminuito, quota che raggiunge il 40 per cento tra quelle il cui capofamiglia \u00e8 occupato nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia (ristorazione, turismo, commercio al dettaglio) e raddoppia tra coloro che hanno riportato una riduzione del reddito rispetto a prima dell\u2019emergenza sanitaria. Solo il 7,1 per cento dei nuclei riporta un aumento del valore delle proprie attivit\u00e0 finanziarie nel corso del 2020; l\u2019incremento riguarda prevalentemente le famiglie che dichiarano di arrivare con facilit\u00e0 alla fine del mese.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Rispetto alla rilevazione precedente, la quota di nuclei che si aspetta di spendere nei prossimi dodici mesi meno del proprio reddito annuo riuscendo a mettere da parte qualche risparmio \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile (45,9%).    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     I comportamenti di consumo restano condizionati dall\u2019emergenza sanitaria. Il 70% delle famiglie ha smesso di andare in alberghi, bar e ristoranti, il 15,6% \u00e8 andata meno spesso, il 45,1% ha smesso di fare acquisti in negozi di abbigliamento e calzature (il 34% un po&#8217; meno spesso) rispetto al periodo precedente la pandemia; il 38,5% non va pi\u00f9 dal parrucchiere o dall&#8217;estetista (33,6% meno spesso). La contrazione interessa anche i nuclei che arrivano con facilit\u00e0 alla fine del mese, per i quali pesano soprattutto le misure di contenimento ancora in vigore al momento dell\u2019intervista e la paura del contagio.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Le intenzioni di consumo si confermano nel complesso caute. Oltre i due terzi delle famiglie (68,9%) dichiarano che avrebbero mantenuto invariate le spese per beni non durevoli e servizi nei successivi tre mesi, un quarto (25,6%) le avrebbe ridotte. Nelle valutazioni delle famiglie, le aspettative di consumo dipendono anche dal successo della campagna vaccinale, che per un terzo dei nuclei in aprile stava procedendo meglio o in linea rispetto alle attese.    <\/div>\n<div>    <\/div>\n<div>     Articolo realizzato nell\u2019ambito del Progetto InRete oltre il Covid con fondi Ministero Sviluppo Economico. Riparto 2020         <\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Banca d\u2019Italia ha condotto la quinta edizione dell\u2019Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane per raccogliere informazioni sulle loro condizioni economiche e aspettative. Le interviste hanno coinvolto quasi 2.500 nuclei familiari e sono state fatte alla fine di aprile, prima dell\u2019allentamento delle misure di lockdown. 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